martedì 28 aprile 2015

Terremoto in Nepal

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KATHMANDU - Il terremoto in Nepal è un'ecatombe, una catastrofe di dimensioni immani. La polizia ha reso noto oggi un nuovo bilancio del sisma che sabato ha sconvolto il Paese: 4.485 vite umane perdute, 8.235 i feriti in tutto il territorio nepalese. Il distretto di Sindhupalchok è quello che ha registrato il maggior numero di vittime (1.180), seguito da Kathmandu (1.039). La stessa polizia ha fornito una lista parziale di dieci cittadini morti di Cina, Francia, India, Usa e Australia. Ma il conteggio, per quanto spaventoso, non si ferma qui. E il premier nepalese Sushil Koirala oggi ha parlato, per ammettere che i morti, alla fine, potrebbero essere 10mila. C'è poi il dramma quotidiano di chi è sopravvissuto, un popolo accampato nella paura della terra che trema. Per l'Onu sono 8 milioni le persone colpite dalla calamità e di queste, 1,4 milioni sono a corto di cibo e senza acqua corrente, mentre le forniture di acqua in bottiglia iniziano ad esaurirsi. Koirala ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché fornisca tende, medicine, assistenza sanitaria per la cura e la riabilitazione. E ha riconosciuto che l'intervento dei soccorsi finora è stato inefficace.



Per comprendere quanto la situazione sia caotica, è esemplare la vicenda della squadra di soccorso giapponese, composta da circa 70 persone, che ieri per due volte non è riuscita a raggiungere il Nepal a causa dell'impossibilità di atterrare all'aeroporto di Katmandu, totalmente congestionato. In entrambe le occasioni, l'aereo ormai a corto di carburante è stato costretto a tornare a Kolkata, nell'India orientale, secondo quanto riferito dalla ambasciata nipponica in Nepal. Un nuovo tentativo è atteso oggi, tra l'arrivo di decine di team di soccorso da tutto il mondo.



Fonte: www.repubblica.it 

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