mercoledì 29 luglio 2015

Meglio passare al TITANIO


Il titanio (dal latino Titanus, Titano, nome dei primi figli di Gea e Urano [1]) fu scoperto nel 1789 nei minerali di rutilo dal chimico tedesco Heinrich Klaproth

Il titanio è un elemento metallico che è ben conosciuto per la sua resistenza alla corrosione (quasi quanto il platino) e per il suo alto rapporto resistenza/peso. È leggero, duro, con una bassa densità. Allo stato puro è abbastanza duttile, lucido, di colore bianco metallico.
Il titanio può esistere in due forme cristalline: la prima è alfa e corrisponde ad una struttura cristallina esagonale compatta, stabile a basse temperature, mentre la seconda è beta che ha una struttura cubica a corpo centrato, stabile alle alte temperature.


Il titanio è immune all'attacco corrosivo dell'acqua salata o degli ambienti marini (ha quindi uso potenziale negli impianti di desalificazione per convertire l'acqua di mare in acqua dolce, è usato per gli alberi portaelica e per componenti e
 parti delle navi esposte all'acqua salata; inoltre, un anodo di titanio ricoperto di platino è stato usato
per assicurare la protezione catodica dalla corrosione dell'acqua salata) ed esibisce un’eccezionale resistenza
ad una vasta gamma di acidi, di alcali, di acque naturali e di prodotti chimici industriali; infine, offre una grande resistenza agli attacchi di erosione
(è almeno venti volte più resistente all’erosione rispetto alle leghe rame-nichel), alla cavitazione ed agli urti.

Il titanio è resistente ad ossidazione fino a circa 600°C ed è un metallo reattivo che può accogliere e dissolvere interstizialmente elementi quali ossigeno,
idrogeno, azoto; generalmente, però, il titanio trova impiego fino a temperature di circa 540°C



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