giovedì 17 marzo 2016

Cerchi un Lavoro? Il 2016 è l'anno giusto per te

 Clicca QuiL'ISTAT rileva che nel quarto trimestre 2015 l'occupazione risulta stabile, dopo la crescita nei due trimestri precedenti, ma all'aumento registrato nel Nord e nel Centro si contrappone la riduzione nel Mezzogiorno. Il tasso di occupazione sale soprattutto tra i 50-64enni mentre il tasso di disoccupazione rimane invariato e quello d'inattività diminuisce.

I dati relativi a gennaio 2016, al netto della stagionalità, registrano una crescita degli occupati(+70 mila) che tornano al livello di agosto, dopo le variazioni nulle di ottobre e novembre e il calo di dicembre.
La Riforma dei Lavoro nel Jobs Act, in particolare contratto a tutele crescenti e  decontribuzione, hanno alimentato una crescita dei posti di lavoro, soprattutto delle assunzioni a tempo indeterminato e dei voucher per il lavoro accessorio. Lo evidenziano i dati dell'Osservatorio INPS sul precariato relativi ai primi 11 mesi del 2015: da gennaio a novembre le imprese del settore privato hanno assunto 5.002.980 lavoratori, 444.409 in più rispetto all'analogo periodo 2014 (+ 9,7%).
Allora è tutto risolto? Non proprio. La guerra dei numeri è ancora lontana dalla pace. L'oggetto della discordia è il dato degli Inoccupati, o inattivi o sfiduciati: quelli che non hanno un lavoro e non lo cercano nemmeno. Di solito ci si dice che si tratta di persone che non cercano sapendo di non  poter trovare, ma se cerchi tramite conoscenti o con le inserzioni ed il telefono Istat mica ti vede: per loro non esisti. In mezzo ci sarebbero anche studenti, infortunati, puerpere senza posto fisso e via dicendo.
Ma il 2016 è l'anno giusto per trovare lavoro, perché chi non lavora non fa l'amore, ma soprattutto potrebbe avere fame anche di altro. Rimbocchiamoci le maniche e proviamo a cercare un lavoro che non sia solo un mezzo per sfamare, ma anche una base su cui creare un futuro migliore. Proviamo a partire da questo sito www.eccolavoro.com

A.P.B.

venerdì 4 marzo 2016

Tutti a tavola! Si parte!

Il cibo si sa è una argomento che riguarda tutti, e di cui tutti sappiamo parlare, dal massimo esperto in culinaria fino a chi ama semplicemente sedersi a tavola per solleticare l'appetito e il palato con sapori sempre nuovi a cui basta poter dire candidamente "Questo piatto è buonissimo!". Al cibo è legata la nostra vita e se dalla notte dei tempi si trattava di sopravvivenza, e non dimentichiamo che in una buona fetta di mondo è ancora così, oggi, perlomeno nelle culture economicamente evolute, è divenuto un vero e proprio argomento di studio, fonte di dibattiti, confronti, approfondimenti e nuove sperimentazioni.
Proprio questa voglia di scoperta nell'immenso viaggio dei sapori, ampiamente omaggiato dalla fiera dell'Expo non dimentichiamolo, ha praticamente sfondato le barriere culinarie, creando un nuovo canale di comunicazione tra le cucine del mondo intero che attingono le une dalle altre, giocando con ingredienti, spezie e aromi che danno vita a misture talvolta sposate sapientemente altre invece del tutto improponibili. Questo balletto gastronomico di tendenze ha incuriosito anche noi consumatori ultimi che ci siamo lasciati tentare dalle lusinghe di altre cucine con non poca diffidenza, soprattutto noi italiani visceralmente legati ai piatti della nostra tradizione.

Così se pure timidamente, affacciarsi ai piatti di costume di altre culture ci ha riservato delle sorprese inaspettate toccando tutta la vasta gamma di aggettivi che vanno dall'estremamente gradito al pessimo, ricordando però che questa scala è assolutamente soggettiva! E se prima la possibilità di assaggiare cibi nuovi era beneficio dei pochi che potevano permettersi di viaggiare, oggi non c'è città o hinterland che non ospiti un ristorante di cosiddetta "cucina etnica", a partire dal più comune ristorante cinese, che ad oggi detiene ancora il primato assoluto in fatto di diffusione, per continuare poi col giapponese, il greco, il vietnamita, l'indiano, il messicano, il brasiliano, lo spagnolo e l'argentino, e tanti altri che sgomitando cercano di aggiudicarsi il posto.
Abbiamo imparato a conoscere il cibo crudo degli uni, le carni al sangue degli altri, l'equilibrio di cibi yin e yang, l'effetto afrodisiaco delle spezie che carezzano i cibi o di quelle che invece hanno effetti curativi. Questo è soltanto l'inizio di un viaggio che noi tutti possiamo intraprendere portandoci dietro un bagaglio vuoto, da riempire di volta in volta con un'esperienza del tutto esclusiva che inizia dal palato e coinvolge tutti gli altri sensi, il biglietto lo avete già e naturalmente lo trovate su www.iOmaggi.it 

Che il viaggio nel sapore abbia inizio!

         


                                                                                         Viviana Prester
                                                                                         iOmaggi Blogger





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