venerdì 8 aprile 2016

Momenti Di-Vini

Rimase alcuni istanti a fissare la cantinetta portavini, posta all'interno di una nicchia lungo la parete del soggiorno, ma inutilmente, perché come al solito avrebbe allungato la mano verso il suo Cabernet Soauvignon preferito, dando così inizio al cerimoniale,  una parentesi del giorno tutta per sé che di tanto in tanto riusciva a concedersi.
Impugnò la bottiglia, guardando le dita ammaestrate a quel gesto, avvolgerne il collo, un  contatto che segnava il preludio del piacere; la estrasse lentamente, ascoltando il suono del vetro contro le pareti legnose dalla fessura in cui alloggiava, a quel sentire l'angolo sinistro della sua bocca s'inarcò impercettibilmente rivelando sul volto una smorfia di compiacimento.
Strofinò l'altra mano lungo l'etichetta e i bordi per rimuovere i residui di polvere, si soffermò a guardare con attenzione lo stemma ormai familiare di quell'antica casata, che si affacciava qua e là nella sua vita, per deliziare momenti festanti, suggellare tacitamente dei compromessi, scaldare momenti d'intimità, annegare pensieri pesanti come macigni o sedare ansie che tolgono lucidità ai ragionamenti. Un sapore, sempre lo stesso, riconoscibile, consolante, accogliente.
Adagiò la bottiglia sul tavolo, tirò fuori la lama dal cavatappi e incise di netto tutto intorno la cima della capsula color vinaccio, che venne via rotonda, regolare, perfetta. A quel punto inserì la punta di metallo sul tappo di sughero, con forza decisa avvitò la spirale che si fece strada nella materia vergine che morbidamente opponeva resistenza al suo passaggio, lasciandosi di fatto violare fino alla fine, fino al momento del Pop! l'apertura del tappo o meglio, la "liberazione dal castigo", era il pensiero che a volte balenava nella sua mente.
Versò il vino nell'ampio calice e si voltò verso la finestra per osservarne il colore in controluce. Rosso rubino vigoroso quasi violaceo, godimento degli occhi che già preannunciano l'appagamento che da lì a breve invaderà il palato. Avvicinò il naso al bordo del bicchiere, imitando nei gesti i grandi intenditori e si lasciò inebriare dai profumi di bosco ed erbe alpine, ma l'attesa non poteva spingersi oltre, tolse via le scarpe, si abbandonò al divano e finalmente bagnò le labbra    di quel nettare avvolgente che invase bocca e palato. Il godimento del primo sorso valeva il riscatto di una giornata intera.


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Viviana Prester
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