venerdì 22 aprile 2016

Halos: il "sale"......dà la vita.

Mi chiesero, un po' di tempo fa, di esprimere in soli tre ingredienti, l'essenza della vita. La richiesta, ammetto, disorientò non poco una come me, amante delle innumerevoli sfumature del gusto e del   gioco di calibrazione tra i vari elementi che danno vita a sapori unici e sempre diversi. Ma una richiesta precisa esigeva una riposta altrettanto puntuale. Così cominciai a passare in rassegna alcuni eventi significativi della mia vita cercando quell'ingrediente, il fil rouge che in qualche modo li accomunasse.
Nella mia mente era come se avessi tirato giù la maniglia di una slot machine, in cui vedevo i rulli girare alla velocità della luce, quando all'improvviso ecco il primo "Din!" e poi il secondo e subito dopo il terzo. 

Ed eccoli là tutti allineati i miei ingredienti: 
il miele, l'amore in tutte le sue forme,  la spiritualità, l'altruismo, la condivisione, la tenerezza, tutti i buoni sentimenti insomma;il peperoncino, cosa sarebbe la vita senza il rischio, l'avventura, la passione folle, la scoperta, l'incertezza, le prime volte, tutte cose che in qualche modo incendiano le viscere; in fine il sale, come non pensare al sapore delle lacrime, al bruciore insopportabile di una ferita, alle aspettative deluse, le occasioni mancate, la perdita... 

E voi, avete mai pensato quali potrebbero essere i tre ingredienti della VOSTRA vita?


Eppure, ho di recente scoperto che il sale, presente in natura, ha una valenza significativa per il benessere del nostro corpo, mi riferisco in maniera particolare alle grotte di sale. Già nel Medioevo a quanto pare, alcuni monaci accompagnavano le persone affette da patologie respiratorie all'interno delle cave di sale, qui, gli ioni (ancora non conosciuti come tali) inalati attraverso la respirazione giovavano a buona parte di queste affezioni. Soltanto in seguito, intorno al XIX secolo, le osservazioni scientifiche di Felix Bochkowsky, presso le cave di sale nelle immediate vicinanze di Cracovia, diedero conferma della reale influenza benefica.
Che respirare l'aria di mare facesse bene, ce lo siamo sentiti dire fin da bambini, quando i nostri genitori venivano caldamente incoraggiati dagli allora "medici di famiglia" a stazionare per alcuni giorni in località marittime per consentire la naturale guarigione da asma, bronchite, tosse, e affini.
Ma laddove il mare non arrivasse o le grotte naturali di sale dovessero essere lontane, sono state appositamente create le Stanze di sale. Qui, è possibile sottoporsi alla Haloterapia o terapia del sale che si basa sull'inalazione di vapori concentrati di sodio cloruro, cioè sale, per curare in modo naturale disturbi dell’apparato respiratorio e lievi disturbi dermatologici. Questi luoghi sono interamente rivestiti di salgemma o vere e proprie lastre di sale provenienti dalle cave, dove viene poi riprodotto il medesimo microclima e tasso di umidità delle grotte di sale appunto, in cui degli halogeneratori micronizzano il sale medicale, ionizzano le particelle e le rilasciano nell’aria; le particelle sono talmente piccole da sfuggire alle difese naturali delle vie aeree superiori e viaggiare in profondità nei polmoni al livello degli alveoli. Si tenga presente che una seduta all'interno di una stanza di sale equivale a tre giorni di aria di mare.
I benefici di questa pratica riguardano non soltanto la salute fisica ma anche psichica come ad esempio la diminuzione dello stress, effetti positivi sul sonno e sulla capacità di rilassamento; non a caso questi ambienti sono spesso dotati di apposite luci per la cromo terapia.


Insomma, questa pratica va sicuramente testata e magari anche approfondita confrontandosi col personale specializzato che ivi opera. Provare si può, basta un click su www.iOmaggi.i

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Viviana Prester
iOmaggi Blogger

martedì 12 aprile 2016

Vista mare

Un vento tiepido entra nella stanza in penombra attraverso le persiane azzurre poco più che dischiuse. Le tende, bianche e leggere si muovono sinuose, un apri e chiudi sempre diverso che anima un gioco dispettoso, tra loro e il soffio che le agita. Fuori, il canto delle cicale fa il coro  alle onde che pigre s'infrangono sugli scogli. 
Nell'aria, il profumo della profondità del mare sottostante si mischia agli odori speziati che la terra, bruciata dal sole del giorno, rilascia al tramonto avvolti da un pacato tepore.


Dal lato opposto all'apertura del terrazzino, sul letto, fino a due ore prima sconosciuto, tra le lenzuola disfatte ancora fragranti, due corpi nudi fusi l'uno nell'altro, giacciono apparentemente immobili, nella stanza che li accoglie stranieri. Innumerevoli piccole goccioline d'acqua, spinte dai respiri asincroni dei due, scendono lente lungo i contorni della loro pelle lievemente arrossata dal primo sole. Il cammino di alcune di esse, instancabili rispetto alle altre, procede dal corpo dell'uno per poi passare all'altro fino alla fine della corsa, sul letto, bagnandolo. Delicata trasgressione da concedersi incoraggiati dall'euforia del primo assaggio di relax, lontani dall'ordinario, e del nuovo ancora tutto da scoprire. 
La gradevolezza di quegli spostamenti impercettibili non faceva che perfezionare quel momento di appagamento che andava ben oltre la fisicità, ben oltre la carnalità dell'abbraccio.

Dall'altoparlante della metro la solita voce fredda di signora superava la musica degli auricolari e avvertiva dell'arrivo alla fermata cui doveva scendere, riportando la sua attenzione al mondo reale. Sollevò lo sguardo dalla foto sulla rivista patinata che aveva tra le mani. Quella foto di un piccolo terrazzino vista mare adorno di bouganville e vivida di colori, azzurro, bianco, fucsia, aveva rapito la sua mente portandola centinaia di chilometri lontano dal luogo in cui si trovava. Chiuse la rivista, tolse gli auricolari, si drizzò in piedi e capì che forse era arrivato il momento di concedersi una vacanza.

Sì, è proprio arrivato il momento di concedersi una vacanza e scollarsi di dosso la pesantezza dell'inverno e della routine. Breve o lunga che sia, appena fuori porta o lontana dai luoghi che viviamo tutti i giorni, farlo è possibile e oggi anche più economico e noi siamo qui per darvi una mano, è semplice e veloce basta un click su www.iOmaggi.it 

Viviana Prester
iOmaggi Blogger




venerdì 8 aprile 2016

Momenti Di-Vini

Rimase alcuni istanti a fissare la cantinetta portavini, posta all'interno di una nicchia lungo la parete del soggiorno, ma inutilmente, perché come al solito avrebbe allungato la mano verso il suo Cabernet Soauvignon preferito, dando così inizio al cerimoniale,  una parentesi del giorno tutta per sé che di tanto in tanto riusciva a concedersi.
Impugnò la bottiglia, guardando le dita ammaestrate a quel gesto, avvolgerne il collo, un  contatto che segnava il preludio del piacere; la estrasse lentamente, ascoltando il suono del vetro contro le pareti legnose dalla fessura in cui alloggiava, a quel sentire l'angolo sinistro della sua bocca s'inarcò impercettibilmente rivelando sul volto una smorfia di compiacimento.
Strofinò l'altra mano lungo l'etichetta e i bordi per rimuovere i residui di polvere, si soffermò a guardare con attenzione lo stemma ormai familiare di quell'antica casata, che si affacciava qua e là nella sua vita, per deliziare momenti festanti, suggellare tacitamente dei compromessi, scaldare momenti d'intimità, annegare pensieri pesanti come macigni o sedare ansie che tolgono lucidità ai ragionamenti. Un sapore, sempre lo stesso, riconoscibile, consolante, accogliente.
Adagiò la bottiglia sul tavolo, tirò fuori la lama dal cavatappi e incise di netto tutto intorno la cima della capsula color vinaccio, che venne via rotonda, regolare, perfetta. A quel punto inserì la punta di metallo sul tappo di sughero, con forza decisa avvitò la spirale che si fece strada nella materia vergine che morbidamente opponeva resistenza al suo passaggio, lasciandosi di fatto violare fino alla fine, fino al momento del Pop! l'apertura del tappo o meglio, la "liberazione dal castigo", era il pensiero che a volte balenava nella sua mente.
Versò il vino nell'ampio calice e si voltò verso la finestra per osservarne il colore in controluce. Rosso rubino vigoroso quasi violaceo, godimento degli occhi che già preannunciano l'appagamento che da lì a breve invaderà il palato. Avvicinò il naso al bordo del bicchiere, imitando nei gesti i grandi intenditori e si lasciò inebriare dai profumi di bosco ed erbe alpine, ma l'attesa non poteva spingersi oltre, tolse via le scarpe, si abbandonò al divano e finalmente bagnò le labbra    di quel nettare avvolgente che invase bocca e palato. Il godimento del primo sorso valeva il riscatto di una giornata intera.


Che sia un Cabernet Soauvignon, un Merlot, un Chianti, un Pinot Grigio o un Traminer, lasciatevi travolgere dal gusto del buon vino da soli o in compagnia, che come sempre i partner di iOmaggi hanno deciso di regalavi, basta un click su www.iOmaggi.it 


Viviana Prester
iOmaggi Blogger

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