martedì 12 aprile 2016

Vista mare

Un vento tiepido entra nella stanza in penombra attraverso le persiane azzurre poco più che dischiuse. Le tende, bianche e leggere si muovono sinuose, un apri e chiudi sempre diverso che anima un gioco dispettoso, tra loro e il soffio che le agita. Fuori, il canto delle cicale fa il coro  alle onde che pigre s'infrangono sugli scogli. 
Nell'aria, il profumo della profondità del mare sottostante si mischia agli odori speziati che la terra, bruciata dal sole del giorno, rilascia al tramonto avvolti da un pacato tepore.


Dal lato opposto all'apertura del terrazzino, sul letto, fino a due ore prima sconosciuto, tra le lenzuola disfatte ancora fragranti, due corpi nudi fusi l'uno nell'altro, giacciono apparentemente immobili, nella stanza che li accoglie stranieri. Innumerevoli piccole goccioline d'acqua, spinte dai respiri asincroni dei due, scendono lente lungo i contorni della loro pelle lievemente arrossata dal primo sole. Il cammino di alcune di esse, instancabili rispetto alle altre, procede dal corpo dell'uno per poi passare all'altro fino alla fine della corsa, sul letto, bagnandolo. Delicata trasgressione da concedersi incoraggiati dall'euforia del primo assaggio di relax, lontani dall'ordinario, e del nuovo ancora tutto da scoprire. 
La gradevolezza di quegli spostamenti impercettibili non faceva che perfezionare quel momento di appagamento che andava ben oltre la fisicità, ben oltre la carnalità dell'abbraccio.

Dall'altoparlante della metro la solita voce fredda di signora superava la musica degli auricolari e avvertiva dell'arrivo alla fermata cui doveva scendere, riportando la sua attenzione al mondo reale. Sollevò lo sguardo dalla foto sulla rivista patinata che aveva tra le mani. Quella foto di un piccolo terrazzino vista mare adorno di bouganville e vivida di colori, azzurro, bianco, fucsia, aveva rapito la sua mente portandola centinaia di chilometri lontano dal luogo in cui si trovava. Chiuse la rivista, tolse gli auricolari, si drizzò in piedi e capì che forse era arrivato il momento di concedersi una vacanza.

Sì, è proprio arrivato il momento di concedersi una vacanza e scollarsi di dosso la pesantezza dell'inverno e della routine. Breve o lunga che sia, appena fuori porta o lontana dai luoghi che viviamo tutti i giorni, farlo è possibile e oggi anche più economico e noi siamo qui per darvi una mano, è semplice e veloce basta un click su www.iOmaggi.it 

Viviana Prester
iOmaggi Blogger





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